Il ringiovanimento sarebbe solo per i ricchi

Alcuni temono che il ringiovanimento possa diventare un privilegio riservato solo ai ricchi. È ragionevole preoccuparsi di questa eventualità, perché se abbastanza persone se ne preoccupano, è più probabile che si farà qualcosa per evitare che ciò avvenga. Tuttavia, taluni non si limitano a preoccuparsi; piuttosto, suggeriscono che anziché correre il rischio che il ringiovanimento sia destinato a pochi ricchi, sarebbe meglio che non venisse creato affatto. Questo modo di ragionare è estremamente sbagliato, per diversi motivi.

  1. È un ragionamento del tipo “o tutto, o niente”.
    Certo, sono d’accordo che sarebbe meglio se tutti avessero accesso completo alle tecnologie mediche più all’avanguardia non appena queste fossero disponibili; ciononostante, anche se solo alcuni avessero accesso al ringiovanimento (o qualunque altra terapia), sarebbe meglio di niente, per due ragioni:

    1. Salvare la vita di qualcuno è meglio che non salvare nessuno, proprio come curare solo qualcuno è meglio che non curare nessuno. Un sacco di gente perde la bussola al pensiero che questi “qualcuno” siano persone ricche, perché a quanto pare, nel nostro immaginario collettivo, tutti i ricchi sono l’incarnazione del male e non si meritano altro che il nostro disprezzo. Anche i ricchi sono persone, e non vedo ragione per cui debbano tutti meritare di ammalarsi delle malattie della vecchiaia e morire; né tantomeno è chiaro chi avrebbe il diritto o l’autorità di stabilire che i ricchi si meriterebbero un simile destino. I diritti umani si applicano a tutti gli esseri umani, poveri e ricchi, e opporsi alla creazione di una data cosa, quale che sia, al solo scopo di impedire che – almeno in un primo momento – vada ad appannaggio esclusivo dei ricchi non è un atto particolarmente umanitario, né verso i ricchi e né verso i poveri. (Per capire perché, vedi sotto al punto 4.)
    2. Fintanto che una tecnologia non esiste, nessuno ne beneficerà mai, ricco o povero. Tuttavia, se la tecnologia invece esiste, allora è possibile che un giorno sarà messa a disposizione di tutti. Sfortunatamente, dato il funzionamento del nostro discutibile sistema economico, c’è da aspettarsi che chi è più ricco potrà sempre permettersi beni e servizi migliori prima di quanto non potranno i poveri, ma ciò non implica necessariamente che i poveri saranno per sempre tagliati fuori, e in ultima analisi non è un’obiezione valida. Per chi sostenesse che bisognerebbe in qualche modo assicurarsi prima che l’equità e l’uguaglianza fossero valori condivisi e diffusi ovunque, e solo dopo creare tecnologie di cui la gente possa beneficiare, dirò che ciò non è né sensato, né tantomeno possibile. Non è sensato perché significherebbe che dovremmo mettere in pausa il progresso tecnologico finché una società “perfetta” non sia stata realizzata (buona fortuna), e nel frattempo la gente continuerebbe a soffrire e morire; non è possibile perché non c’è modo di essere sicuri che una data tecnologia venga messa a disposizione di tutti prima ancora che questa esista. Per non parlare poi di quelle tecnologie (beni, servizi, diritti) che esistono già, ma non sono ancora accessibili a tutti. Che facciamo, le togliamo a chi le ha già finché non troviamo il modo di assicurarci che le possano avere tutti?
  2. L’eventuale discriminazione economica alla base dell’accesso al ringiovanimento avrebbe vita breve.
    Il ringiovanimento non è un capriccio. Non è come andare alle terme, o un trattamento di bellezza. Le terapie ringiovanenti sono una serie di trattamenti salvavita che impediscono alle malattie dell’invecchiamento di svilupparsi e causare morti. Si tratta di cose che il proprio dottore dovrebbe prescrivere al momento opportuno, e non è per nulla azzardato supporre che il ringiovanimento sarebbe pagato in tutto o in parte dallo Stato (per i motivi esposti alla fine di questo articolo), o dalla propria assicurazione sanitaria.
  3. Non è ragionevole aspettarsi che il ringiovanimento rimanga costosissimo per sempre.
    Tutte le nuove tecnologie sono costose all’inizio, ma di solito i prezzi e i costi calano col passare del tempo. (Il sequenziamento del genoma è un ottimo esempio: è passato dal costare centinaia di milioni di dollari a meno di mille dollari in 15 anni.) Le tanto temute case farmaceutiche avrebbero probabilmente introiti molto maggiori se riuscissero ad abbassare i prezzi del ringiovanimento così tanto che tutti potessero permetterselo, e avere dunque il mondo intero come cliente anziché solo pochi eletti. Tra l’altro, quello che si sta osservando oggi con le terapie per l’eliminazione delle cellule senescenti, ad esempio, è che diverse startup (e non le grandi e spaventose case farmaceutiche) stanno lavorando a diverse tecnologie concorrenti, e generalmente la concorrenza conduce alla diminuzione dei prezzi.
  4. Non creare il ringiovanimento non aiuta nessuno, tantomeno i poveri.
    Se la ragione per cui pensate (se lo pensate) che non si debba creare il ringiovanimento è che così fate un favore ai poveri, mi spiace dirvelo ma vi sbagliate di grosso. Se il ringiovanimento non venisse mai creato, nulla di nulla cambierebbe per chi comunque non potrebbe permetterselo. In un modo o nell’altro, costoro non avrebbero comunque accesso al ringiovanimento, e il vostro opporvi a questa tecnologia non avrebbe migliorato affatto le loro vite. Colmare il divario tra ricchi e poveri sfavorendo i ricchi (ad esempio non creando cose che potrebbero migliorare la loro vita) non aiuta i poveri. Se vivete in un Paese industrializzato, probabilmente avrete già sperimentato i tipici complessi di colpa da “primo mondo” verso i poveri: vi sentite in colpa ad avere tutta una serie di benefici che i poveri non si sognano nemmeno, e vi sentireste meglio se la serie non divenisse ancora più lunga (come accadrebbe se il ringiovanimento diventasse realtà) e non aveste dunque un’ennesima ragione per sentirvi in colpa. Ma risparmiarvi il senso di colpa è appunto l’unica cosa che otterreste; la coscienza magari vi rimorderebbe di meno, però non stareste davvero aiutando i poveri. Magari stareste anche sfogando un odio represso verso “i ricchi”: “Beccati questa, Mark Zuckerberg! Il ringiovanimento te lo sogni! Ti brucia, eh?” Ciò magari vi farà anche sentire meglio, ma non porta a niente di davvero buono o utile per nessuno.

Riassumendo: vi preoccupa che il ringiovanimento diventi un privilegio per i ricchi? Benissimo, però:

  • non è un motivo per non creare il ringiovanimento;
  • potrebbe anche accadere, ma è più probabile che i vari Stati paghino il ringiovanimento dei propri cittadini (detto in due parole, perché sarebbe più conveniente pagare per queste terapie una volta ogni paio di decadi, beneficiando del fatto che un cittadino ringiovanito è un cittadino che può continuare a lavorare, pagare le tasse, e non necessita di pensioni o terapie geriatriche a spese dello Stato, anziché lasciare andare la gente in pensione e pagarla per far niente per una ventina buona d’anni);
  • è molto probabile che i prezzi e i costi diminuiranno col tempo;
  • diffondere la notizia che il ringiovanimento è una possibilità concreta e partecipare alla campagna di sensibilizzazione, enfatizzando in modo particolare l’importanza di assicurare l’ampia disponibilità dei trattamenti al più presto possibile (come fa SENS) sarebbe un modo molto più efficace di prevenire discriminazioni di tipo economico di quanto non lo sia fare bastian contrario. Che vi piaccia oppure no, molto probabilmente le biotecnologie ringiovanenti verranno create comunque, per cui la cosa migliore che tutti possiamo fare è fare pressioni già adesso, mentre la tecnologia stessa è ancora in fase preliminare di ricerca e sviluppo, affinché sia disponibile a quante più persone possibili una volta realizzata.
leafLeggi “Only for the rich” su LEAF
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