Il ringiovanimento non sarà creato in tempo per me

Ah, be’, con quell’atteggiamento lì, poco ma sicuro.

Scherzi a parte, questa è ciò che chiamo una “meta-obiezione”, perché non è intesa esplicitamente contro il ringiovanimento. Generalmente questa meta-obiezione viene mossa dopo una lunga discussione tra un portavoce della causa del ringiovanimento e un oppositore. Alla fine del dibattito, una volta che il sospetto che, in effetti, il ringiovanimento sia sia possible che desiderabile si è insinuato nella mente dell’oppositore, questi ricorre a quest’ultima, disperata linea di difesa, l’ultima roccaforte in cui il suo sollievo cognitivo può ancora trovare riparo. (“Sollievo cognitivo” è una traduzione alla buona dell’inglese cognitive ease. Ma è mai possibile che non si trovino traduzioni ufficiali?)

È certamente possibile che chi è vivo oggi non viva abbastanza a lungo da beneficiare del ringiovanimento. Comunque, quando ho detto che ciò è poco ma sicuro con questo genere di atteggiamento, non stavo semplicemente facendo una battuta. Se tutti ragionassimo in quei termini, nessuno farebbe nulla per far diventare il ringiovanimento una realtà, e di conseguenza non lo si avrebbe mai, in tempo per nessuno. Detto ciò, possiamo correre il rischio e fare tutto ciò che è in nostro potere per far sì che il ringiovanimento diventi realtà prima piuttosto che poi, oppure possiamo girarci i pollici in attesa di diventare vecchi e malati.

Oltretutto, se il ringiovanimento è di per se un obiettivo meritevole di essere perseguito, non sarebbe sensato dare una mano a conseguirlo, anche se può darsi che noi non ne beneficeremo personalmente? Ci viene ripetuto di continuo che bisogna prendersi cura del pianeta per amore delle generazioni successive, e pensare a che razza di mondo lasceremo loro in eredità. Bene, potremmo provare a lasciar loro un mondo in cui l’invecchiamento è stato curato, così che quelle stesse generazioni future il cui destino sembra starci tanto a cuore non debbano affrontare il calvario dei mali della vecchiaia. Questo discorso dovrebbe interessarvi in modo particolare se aveste dei figli. Vecchi o giovani, i vostri figli sono e saranno sempre i vostri figli, e vorrete loro sempre bene, giusto? Senza il ringiovanimento, anche i vostri figli saranno condannati ad anni di infermità e sofferenze, e in ultima analisi ad una morte non necessaria. Certo, se voi morirete di vecchiaia prima di loro, non vi dovrete sorbire quello spettacolo orribile, ma succederà comunque. Quali genitori, il vostro obiettivo dovrebbe essere non quello di risparmiare a voi stessi la vista dei vostri figli che soffrono, bensì quello di risparmiare loro sofferenze inutili. Può darsi che il ringiovanimento non sarà creato in tempo per voi (o per me), ma se tutti ci dessimo una mossa, sarebbe assai più probabile che venisse creato in tempo almeno per i vostri figli.

Terminata la mia confutazione di questa meta-obiezione, vorrei spendere qualche parola per spiegare perché un oppositore del ringiovanimento la possa sollevare.

Se il ringiovanimento fosse fattibile in tempo utile affinché l’oppositore in questione potesse beneficiarne, questi avrebbe motivo di sperare. E, come si dice, è la speranza che uccide. Se l’oppositore decidesse di accettare questa speranza, ciò comporterebbe un’enorme fatica intellettuale, cosa per cui la gente generalmente non stravede.

Anzitutto, l’oppositore dovrebbe considerare il rischio della delusione. E se qualcosa andasse storto, e il ringiovanimento non fosse creato in tempo per lui? Avrebbe passato una vita intera a sperare in qualcosa che non si è mai verificato. In secondo luogo, l’oppositore si troverebbe a dover fare una scelta tra attivismo e “inattivismo”: ci sarà molto lavoro da fare prima che il ringiovanimento diventi realtà, non solo il termini di ricerca ma anche di supporto alla causa. Il nostro ipotetico oppositore sarebbe disposto a fare la propria parte e spargere la voce, convincere altri della bontà della causa, e darsi da fare per accelerare i tempi? Si tratterebbe di un bel po’ di lavoro e nessuna garanzia di successo. Il nostro eroe dovrebbe sorbirsi interminabili dibattiti con gli scettici, il che potrebbe essere piuttosto pesante; oltretutto, non potrebbe semplicemente lanciarsi nel dibattito: dovrebbe prima prepararsi al confronto studiandosi un po’ la materia, altrimenti i suoi oppositori avrebbero gioco facile. Per non parlare del rischio di venir ridicolizzato dalle persone che pensano che il ringiovanimento non sia altro che una fantasia irrealizzabile! Il nostro sarebbe davvero pronto a diventare un ex-oppositore e incamminarsi sulla via dell’attivismo, pronto a sopportare quanto sopra? Il prezzo dell’attivismo non è tanto salato quanto l’ho dipinto, ma l’idea di non doverlo pagare probabilmente ha più fascino del contrario. Dunque, alcuni oppositori potrebbero trasformarsi in ex-oppositori “inattivisti”, che sperano di potersi semplicemente godere i frutti del necessario lavoro di cui qualcun altro si farà carico. Ciononostante, il rischio della delusione sarebbe sempre dietro l’angolo.

Non è tutto! Accettare la possibilità che il ringiovanimento possa essere fattibile in tempi relativamente brevi, e che egli stesso possa tutto sommato volerne beneficiare, costringerebbe l’oppositore a mettere seriamente in discussione tutto ciò che finora aveva sempre creduto circa l’invecchiamento. L’idea che l’invecchiamento sia un male è recente, e il nostro oppositore non ci è affatto abituato. Quello a cui è abituato è accettare l’invecchiamento così com’è, vederlo come una benedizione sotto mentite spoglie che previene ogni rischio (immaginario e/o ipotetico) di noia eterna, sovrappopolazione, dittatori immortali, e tutta una serie di scuse (solo apparentemente sensate) che ci siamo inventati nel corso della storia per meglio sopportare la triste verità del declino, la disabilità, e la malattia che precedono la morte. Non è questo a cui pensiamo quando sentiamo parlare di “godersi la pensione”, vero? Questa descrizione della vecchiaia non trasmette le stesse emozioni di altre, quale ad esempio “avviarsi lentamente al tramonto”. Se l’oppositore mettesse in questione le sue convinzioni precedenti sull’invecchiamento, sarebbe costretto a concludere che l’invecchiamento è davvero brutto; peggio ancora, l’invecchiamento lo attende al varco, e le sue chances di sfuggirgli dipendono interamente da una tecnologia che non esiste ancora, l’esistenza della quale dipende a sua volta non solo dalla variabile del progresso scientifico, ma anche da quella rappresentata da altri oppositori del ringiovanimento, che potrebbero benissimo non cambiare mai idea sulla questione. La situazione ricorda quella del dilemma del prigioniero: se tutti cooperassimo, tutto potrebbe andar bene; tuttavia, il rischio che non tutti cooperino è talmente alto che la miglior opzione per ognuno è disertare. Il risultato è una condanna a morte per tutti, ma se non altro, non abbiamo passato la vita a illuderci che la condanna potesse essere evitata, giusto?

Questo è il punto in cui l’oppositore capisce che queste questioni si porrebbero solo se il ringiovanimento fosse fattibile prima che lui muoia. Se invece il tempo necessario fosse così lungo che l’oppositore sarebbe certamente morto prima dell’arrivo del ringiovanimento, tutti questi problemi si dissolverebbero come neve al sole. “Sì”, concede finalmente l’oppositore, “forse è possibile sconfiggere l’invecchiamento, e forse sarebbe persino una cosa buona, ma non è fattibile prima che io sia morto di vecchiaia a mia volta. Dunque, è inutile che io me ne preoccupi.” Facile, non è vero? Il modo più semplice di “risolvere” un problema è far finta che non esista. Se una catastrofe è inevitabile, perché renderla anche peggiore preoccupandosene di continuo? Si può semplicemente accettarla, riprendere ad ignorarla come prima che ce la facessero notare, e magari, col tempo, si potrebbe anche riuscire a convincersi che non è poi così brutta come sembra. Si può semplicemente continuare a ripetere a sé stessi tutte le solite menzogne che dipingono l’invecchiamento come una cosa buona, finché – come spesso accade – la menzogna inizia ad apparirci reale e a farci sentire meglio.

Problema risolto. Almeno finché la vecchiaia non arriva.

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