Breve guida al dibattito

Spulciando Rejuvenaction Italia a fondo, ci si rende facilmente conto di come discutere della lotta all’invecchiamento con altri non sia facilissimo. Se non si sa come affrontare il discorso, si può facilmente essere fraintesi, finire a litigare, o essere presi per pazzi. Fidatevi, so quello che dico: mi occupo della questione dal 2011, e ho imparato sulla mia pelle cosa convenga o non convenga dire.

Anzitutto, occorre documentarsi. Bisogna capire bene cos’è l’invecchiamento, come ci si propone di porvi fine, quali sarebbero i benefici derivanti dalla sconfitta dell’invecchiamento, e come rispondere alle obiezioni dei propri interlocutori – che gira e volta sono sempre le stesse. Rejuvenaction Italia dovrebbe già essere sufficiente a questo scopo, ma più se ne sa, meglio è. Evitate di lanciarvi nel dibattito se non vi sentite sufficientemente preparati, perché rischiate di fare più danno che utile.

Per esperienza personale, sconsiglio di iniziare a parlare dell’argomento di punto in bianco, o di cercare di farne prezzemolo di ogni minestra. Ci si fa solo la figura dei predicatori che fanno proseliti, il che può facilmente far passare per quelli fissati & suonati che è meglio ignorare. Se si presenta l’occasione, ad esempio durante una conversazione sull’età che avanza, o sul nonno di Tizio che potrebbe star meglio, allora potrebbe valere la pena di fare un tentativo. Usate un po’ di buon senso per capire se l’argomento è opportuno o meno, a seconda delle circostanze.

I social media possono essere utili per aprire il discorso, ma secondo me dipende un po’ dall’uso che se ne fa. Dal mio punto di vista, mettersi a discutere dell’argomento con un perfetto sconosciuto su chissà che gruppo Facebook è una perdita di tempo controproducente, specialmente se costui è chiaramente contrario alla lotta all’invecchiamento. Questo genere di discorsi raramente si rivelano essere delle occasioni per confrontarsi e imparare, e più facilmente diventano un rimpallo continuo il cui unico scopo è smontare riga per riga qualunque cosa dica l’altro. Non otterrete nulla, a parte rodervi il fegato. Invece, raccomando di condividere spesso articoli che parlino di ringiovanimento sulla vostra timeline di Facebook, ad esempio, o parlarne nel vostro status in termini positivi. Può darsi che questi status e queste condivisioni vengano bellamente ignorati dai vostri contatti, ma è altrettanto probabile che, a furia di condividere e parlarne, qualcuno si incuriosirà, e vi mandi un messaggio per chiedervi informazioni, oppure lasci un commento sul vostro status, o vi faccia delle domande quando vi incontra di persona. (Questo è esattamente quello che è successo spesso a me.)

Una volta che l’argomento sia stato aperto, cominciate sempre dal principio. Anzitutto, bisogna che sia messo in chiaro perché l’invecchiamento è un problema. Poi, occorre che il vostro interlocutore abbia chiaro il nesso causale invecchiamento -> danni -> malattie -> morte e cosa si può fare per risolvere il problema; se iniziate subito a parlare di concetti più vaghi e tradizionalmente guardati con sospetto, tipo estensione della vita e immortalità, il vostro interlocutore penserà che parliate a vanvera o che estensione della vita significhi quarant’anni in una casa di riposo anziché venti, il che non piacerebbe a nessuno (oltre a non essere quello che si intende per estensione della vita). Laddove la persona con cui state parlando pensasse che si discuta di immortalità, o continuasse a usare impropriamente questo termine, correggetela. Non è di immortalità che si parla: si parla di essere perfettamente in salute a qualunque età, salute di cui la longevità sarebbe solo un ovvio “effetto collaterale”, per quanto positivo. Ricordate al vostro interlocutore che longevità e immortalità non sono la stessa cosa.

Una volta che la natura dell’invecchiamento sarà stata chiarita, sarà il momento di parlare dei benefici della sconfitta di quest’ultimo: salute, vita più lunga, eliminazione di spese mediche e pensioni, e via dicendo; li trovate tutti nella sezione Benefici del ringiovanimento. In questo modo, sperabilmente, il vostro interlocutore inizierà a considerare i vantaggi dell’idea prima di lanciarsi nella lista di tutte le catastrofi che s’immagina ne conseguirebbero (e state pur certi che lo farà).

Non banalizzate i suoi dubbi e le sue preoccupazioni, e non parlatene come se le risposte fossero ovvie. È un errore fatale, la via maestra verso il litigio e il fallimento. Alcune delle obiezioni tipiche possono sembrare problemi scontati e senza uscita a chi non ci abbia mai riflettuto prima; inoltre, non dimenticate la tendenza umana ad indorare la pillola: convincersi che curare l’invecchiamento sarebbe un male è la strada più breve verso la pace mentale, e probabilmente il vostro interlocutore cercherà di imboccarla ad ogni occasione. Anziché rinfacciarglielo, rispondete educatamente, razionalmente, e pacatamente alle sue obiezioni, facendogli notare dove sbaglia senza però farlo sentire un cretino. (Solo perché non è d’accordo o perché non ci è arrivato per conto suo non vuol dire che è un pirla.) Durante queste discussioni si commettono spesso fallacie logiche che a prima vista appaiono sensate, ma ovviamente non lo sono; non è indispensabile che vi siano familiari, ma lo raccomando, perché così sarete in grado di accorgervi se e quando il vostro interlocutore ne commetterà e farglielo educatamente notare, magari con un controesempio, cosicché possa rendersi conto perché il ragionamento che faceva non regga. Trovate una lista delle fallacie in italiano qui; se non avete problemi con l’inglese, questa lista e quest’altra sono più esaustive.

Ricordate inoltre che le risposte che darete alle obiezioni del vostro interlocutore (così come quelle che trovate su questo sito) non sono la prova inconfutabile che i problemi che ha sollevato non si verificheranno mai: l’obiettivo delle vostre risposte deve essere quello di illustrare per quale motivo le obiezioni in questione non siano un motivo valido per opporsi al ringiovanimento. Non c’è modo di garantire che non ci saranno dittatori che vivono per secoli, o che non ci sarà un problema di sovrappopolazione. Non abbiamo la palla di cristallo. C’è però modo di dimostrare che un certo problema è improbabile o comunque risolvibile, o che c’è sufficiente tempo per prevenirlo prima che si manifesti. Lasciate al vostro interlocutore l’impressione che quello che volete è che lui rifletta sul problema con la sua testa, non che volete “convertirlo”. (Perché è la verità: se siete in vena di convertire la gente, avete sbagliato causa.)

Non aspettatevi che la discussione proceda in modo così lineare come descritto qui. Probabilmente, dovrete continuamente rispondere a domande e perplessità, e potreste finire con l’essere trascinati nelle ramificazioni di singole obiezioni e altri dettagli, ma non importa, fintanto che non si finisca per cambiare discorso. Inoltre, se non sapete rispondere ad una domanda, ammettetelo pure, ma se necessario ricordate al vostro interlocutore che ciò non significa che il problema che vi ha posto sia senza soluzione o inevitabilmente destinato a verificarsi: considerati i benefici del ringiovanimento, l’atteggiamento verso qualunque potenziale problema dovrebbe essere quello di tentare di risolverlo, anziché considerarlo come la prova provata che il ringiovanimento non s’ha da fare.

Se la discussione è intavolata male, anziché con un nuovo simpatizzante della causa vi ritroverete con un nuovo oppositore, proprio come spiegato in questo articolo di LEAF. Parlando di LEAF, ci sono due articoli (ovviamente in inglese) che vi possono essere utilissimi per capire come affrontare un dibattito sulla questione: Why Life Extension is not Popular with the Public Yet e Effective Advocacy: A Survivor’s Guide.

Buona fortuna 🙂 Se avete domande, scrivetemi.

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